SCIABARRA
SCIABARRA'
SCIABBARRA
SCIABBARRA' |
Sciabarra è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione del cognome Sciabarrà, che, molto raro, è
specifico di Porto Empedocle nell'agrigentino, Sciabbarra, che sembrerebbe
unico, e Sciabbarrà che lo è quasi, dovrebbero essere forme
alterate del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome arabo basato
sul termine arabo habb arràs
che significa erba palustre, secondo
un'altra ipotesi deriverebbe invece per metatesi dal termine arabo sciarrab
(ubriacone). |
SCIABARRASI
SCIABARRASI
SCIABBARRASI |
Sciabarrasi è specifico dell'agrigentino, di Canicattì e
Ravanusa, Sciabbarasi e quasi unico, Sciabbarrasi, è il meno rao,
tipico dell'agrigentino, di Ravanusa, Canicattì e Palma di Montechiaro,
con presenze significative anche ad Enna e Palermo, dovrebbero derivare per metatesi
da soprannomi originati dal vocabolo arabo sciarrab
(ubriacone). |
SCIABBICA
SCIABICA |
Sciabbica, molto raro, è specifico di Palermo, Sciabica è
tipicamente siciliano anch'esso, dell'agrigentino, di Agrigento, Favara
e Canicattì, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale siciliano sciabbica,
a sua volta derivato da un'alterazione del termine arabo
shabaka, un particolare tipo di rete a strascico usata per la
pesca lungo la riva in acque poco profonde con barche di piccole dimensioni,
il che farebbe pensare a capostipiti che di mestiere facessero i pescatori. |
| SCIACCA
|
Tipico siciliano, deriva dal toponimo Sciacca (AG), improbabile una derivazione
diretta dal vocabolo arabo Shaack (bagni) che si presume invece sia all'origine
del nome della città. |
| SCIACCALUGA
|
Sciaccaluga è tipicamente genovese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale genovese sciacca
(schiaccia, pigia) unito al vocabolo
uga (uva),
probabilmente motivato dal mestiere del capostipite, che potrebbe essere
stato un vignaiolo, pigiatore d'uva per la vinificazione della stessa.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Cagliari nel 1729, quando
un certo Giuseppe Masetti riceve da Giovanni Sciaccaluga da Genova, una
somma a pegno di una fornitura di marmi lavorati ad uso della locale fabbrica
del Duomo.
integrazioni fornite da Roberto
Milani
deriva da un soprannome dialettale originato dai vocaboli sciacca (schiaccia,
pesta) e uga (uva). |
SCIACCHITANO
SCICCHITANI
SCICCHITANO |
Sciacchitano è specifico della Sicilia occidentale, Scicchitani
e Scicchitano sono decisamente calabresi il primo della provincia di Vibo
Valentia, il secondo del catanzarese, dovrebbero tutti derivare da una
forma dialettale dell'etnico di Sciacca (AG) ad indicare probabilmente
la provenienza geografica della famiglia. |
SCIACOVELLI
SCIACOVIELLO |
Sciacovelli è specifico del barese, dove è molto diffuso
a Bari, con presenze abbastanza significative a Santeramo in Colle, Triggiano
e Modugno, Sciacoviello, decisamente più raro, è caratteristico
di Sant'Eramo in Colle, sempre nel barese.
integrazione fornite da Stefano
Ferrazzi
Di stampo dialettale, questi cognomi derivano dal nome medievale Iacovello
(con una variante in Iacoviello), che,
nell'onomastica antica, consiste in un vezzeggiativo dell'originale Iacovo
- forma arcaica di Iacopo (vedi
Iacovacci): va osservato, in effetti, che la pronuncia Sciacovello
o Sciacoviello adatta il dittongo Ia-
in un più dialettale Scia-,
come capita non di rado nei cognomi pugliesi - ne sono un esempio i cognomi
Abategiovanni/Abbatescianni e Mastroianni/Mastroscianni. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
SCIALLA
SCIALLI
SCIALLINO
SCIALLO |
Scialla è specifico del casertano, di Marcianise, Caserta, Casagiove,
Capodrise, San Nicola la Strada e Santa Maria Capua Vetere, Scialli è
di Durazzano nel beneventano, Sciallino è praticamente unico, ed
è sempre campano, Sciallo è di Napoli, per questi cognomi
si possono individuare almeno due ipotesi, una derivazione dal nome albanese
Shala (vedi SCIALO'
), o, e più probabilmente dal nome arabo Shallah,
o anche da una forma aferetica del termine arabo Inshallah
o insh'Allah! (se
Dio lo vuole, speriamo che Dio lo voglia), termine che potrebbe
aver dato luogo sia ad un soprannome che ad un nome, questa interlocuzione
veniva e viene usata molto spesso dagli arabi. |
SCIALO'
SCIALOIA |
Scialò, abbastanza raro, è tipico del napoletano, Scialoia
è tipico di Montemiletto nell'avellinese, con ceppi anche a Vallo
della Lucania nel salernitano e Pozzuoli nel napoletano, potrebbero derivare
da alterazioni del nome albanese Shala,
ma non si può escludere che possano essere di origini normanne e
derivare dall'aferesi del nome personale normanno Elyscia,
o che derivino da alterazioni dialettali del nome greco Scyllias. |
| SCIALPI
|
Tipico della Puglia centromeridionale, del barese e tarentino in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da un difetto fisico dal termine
dialettale barese scialpo (balbuziente). |
| SCIAMANNA
|
Sciamanna è tipico delle Marche, soprattutto del Piceno, del teramano,
del ternano, del viterbese e del romano, dovrebbe derivare dal termine
arcaico sciamanna o sciamanno,
probabilmente dovuto ad una deformazione del vocabolo ebraico simàn
(contrassegno), che stava ad indicare
il contrassegno che gli ebrei dello Stato Pontificio erano costretti a
portare, termine quindi probabilmente utilizzato anticamente per identificare
persone di religione ebraica, non bisogna però tralasciare la possibilità
che il cognome derivi da un soprannome dialettale originato dallo stesso
vocabolo utilizzato, nel Lazio e dintorni, per indicare abiti poveri, stracci
o scialli miseri, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1700
con il Marchese Marcello Sciamanna di Terni. |
| SCIAN
|
Scian è un cognome caratteristico di Cordenons nella provincia di
Pordenone, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica contratta
di nomi come Canciano o Feliciano. |
SCIANCALEPORE
SCIANCALEPRE |
Sciancalepore è abbastanza raro ed è tipico del barese, Sciancalepre
è unico e si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato alla velocità
nella corsa.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome probabilmente derivato da un soprannome scherzoso o beffardo
attribuito a un cacciatore mediocre. Da sciancare
col significato di azzoppare e lepore,
lepre, ovvero di qualcuno che sa solo azzoppare le lepri. |
| SCIANDRELLO
|
Sciandrello è specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe derivare da
una forma ipocoristica aferetica dialettale del nome Alessandro,
probabilmente portato dal capostipite. |
SCIANGOLA
SCIANGULA |
Sciangola, quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Sciangula,
che è decisamente siciliano, dell'agrigentino in particolare, di
Agrigento, Porto Empedocle, Ravanusa e Casteltermini, di origine etimologica
oscura. |
| SCIANNAMBLO
|
Assolutamente rarissimo sembra
essere originario del barese. |
| SCIARA
|
Sciara è specifico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal toponimo Sciara (PA) che a sua volta deriva dall'arabo sciara (strada).
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SCIARABBA
SCIARRABA
SCIARRABBA
SCIARAPPA
SCIARAPPI |
Cognomi molto probabilmente di origini derivate dall'arabo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sciarabba ha un nucleo principale nel palermitano, Sciarrabba è
tipicamente agrigentino, Sciarraba, unico, è probabilmente un errore
di trascrizione del precedente, Sciarappa ha ceppi maggiori nel foggiano
e nell'avellinese, Sciarappi, quasi unico, si riscontra soltanto a Roma
e a Viareggio (LU), tutti questi cognomi si prestano ad una difficile interpretazione
etimologica e almeno tre sono le ipotesi che vi si possono ricavare: tale
ambiguità è dovuta a un curioso caso di omonimia fra termini
di origini molto diverse tra loro. Secondo la prima e, forse, più
probabile ipotesi (o per lo meno la più accreditata dagli studiosi),
questi cognomi dovrebbero derivare dall'arabo sarab,
col significato di bevanda e, più nello specifico, anche di vino,
molto probabilmente in riferimento a un soprannome attribuito a un beone,
a un crapulone; solo per curiosità, faccio notare che dallo stesso
termine sono derivate anche le parole italiane sciroppo e sorbetto (quest'ultima
attraverso la pronuncia turca sorbet).
Una seconda ipotesi, invece, fa derivare questi cognomi non tanto dall'arabo,
quanto dal francese e precisamente dall'espressione char
à bancs (letteralmente traducibile come carro con panche),
con la quale un tempo si indicava un particolare tipo di calesse, usato originariamente in Svizzera e nella Franca Contea: questa
espressione tipicamente francese, in realtà, ha subito diversi adattamenti
dialettali nel nostro paese (come, ad esempio, Sciarrabba, Sciarabà,
Sciarabballo, Sciaraballe, Sciaraball, Saraban, etc.) ed è entrata
a far parte anche della lingua inglese (anglicizzata nella forma charabanc).
In diversi dialetti, dunque, il termine sciarabba e le sue varianti stanno
ad indicare sia questo particolare tipo di calesse (talvolta anche un più
generico carretto o barroccio) sia, in senso figurato, una donna particolarmente
massiccia, robusta (questo significato vale soprattutto per il napoletano
sciarabballo): in tal modo, allora, i suddetti cognomi deriverebbero o
da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (probabilmente dei carradori
o dei guidatori di carri) o da soprannomi dovuti a delle loro caratteristiche
fisiche. La terza e ultima ipotesi, infine, indica anch'essa un'origine
straniera per questi cognomi, ma qui né araba né francese:
si tratta, cioè, di un'origine spagnola, che richiama il vocabolo iberico jalapa,
una pianta che oggi conosciamo con il nome di gialappa. Dapprima italianizzata
nella forma scialappa o sciarappa, la gialappa è una pianta tipicamente
americana, conosciuta in Europa già dal XVII secolo, le cui radici
sono spesso usate per la produzione di farmaci: il suo nome deriva dalla
città messicana di Jalapa o Xalapa, dalla quale, nel 1609, fu per
la prima volta importata nel nostro continente. Nei dialetti del sud (per
lo più in quello napoletano) il termine sciarappa sta, quindi, ad
indicare sia la pianta della gialappa sia, in senso metaforico, una bevanda
dolce (quale, ad esempio, può essere il vino): da qui, allora, i
cognomi in questione potrebbero derivare o da un nome di mestiere (come,
fra gli altri, quello del farmacista) o da un soprannome probabilmente attribuito a una persona dedita al bere (e qui si verifica
una strana coincidenza con la prima ipotesi di significato, quella cioè
di derivazione araba). In conclusione, dunque, tutti questi cognomi (esempi
lampanti dell'influenza straniera sulla lingua italiana) traggono origine
o da nomi di mestieri o da soprannomi attribuiti ai capostipiti.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
l'espressione char à bancs aveva
originato sia la parola italiana sciarabà
o sciarabàn, debitamente registrata
dallo Zingarelli con il significato di biroccio
alto con più sedili, che si usava come vettura pubblica nel Mezzogiorno,
sia la parola milanese sciaraban, che
il Cletto Arrighi registra nel suo Dizionario come termine in disuso che
significa baroccio, sciarabà.
In realtà mi ricordo che mio padre usava ancora questo termine negli
anni Cinquanta, con il significato di qualsiasi mezzo di locomozione scassato,
quindi in senso dispregiativo. Invece la gialappa
(Ipomoea purga, famiglia Convolvulaceae), in dialetto milanese si era trasformata
in cilappa, termine successivamente
esteso a qualsiasi purgante ad azione drastica.
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SCIARDI
SCIARDIS |
Sciardi e Sciardi sono quasi unici, sembrerebbero friulani, il primo del
pordenonese il secondo dell'udinese, dovrebbero derivare, con l'aggiunta
di una S- iniziale epentetica, dal
nome medioevale Ciardo, forma aferetica
del nome Ricciardo, variante arcaica
del nome Riccardo.
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| SCIARPELLETTI
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Sciarpelletti ha un ceppo romano ed uno a Poggio Moiano nel reatino, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dall'ipocoristico del vocabolo
scalpello, che in dialetto laziale
diventa scarpello, forse ad indicare
il mestiere di scalpellino svolto dal capostipite, si potrebbe anche ipotizzare,
ma con molta minore probabilità una derivazione dal vocabolo sciarpello,
sorta di sciarpa con cappuccio, decisamente più recente, mentre
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1400, con Lorenzo
Sciarpelloni (1453-1531), come leggiamo nella Storia
della Toscana Di Francesco Inghirami: "..imparò
l'arte dell' orefice da maestro Credi, nacque nell'anno 1498 da Lorenzo
d'Andrea Sciarpelloni. Essendosi egli posto
insieme con Pietro Perugino e Leonardo da Vinci suoi compagni ed amici
all'arte del colorire, sotto la disciplina Andrea Verrocchio allora celebre
pittore ..".
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SCIARRA
SCIARRETTA |
Sciarra è tipico del centro Italia e della Puglia, Sciarretta è
anch'esso tipico di Lazio, Abruzzo, Molise, Casertano, beneventano e napoletano,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici da un soprannome
originato dal vocabolo sciarra (lite),
attribuito sicuramente per un carattere molto litigioso del capostipite,
soprannome come quello del principe ghibellino romano Giacomo Colonna detto
Sciarra (+1329), che il 7 settembre del 1303 rapì e schiaffeggiò
ad Anagni il pontefice Bonifacio VIII°: "...tandem
a suis propriis concivibus Anagniae patria sua / captus consignatusque
in manus Sciarrae Columnae
inimici sui mortalis / Romamque redux post captivitatem / in Castro Sancti
Angeli fatis cessit....", troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nelle Marche ad Urbisaglia (MC), agli inizi del 1300, con Sciarra magistri
Pertempi di Sarnano, sempre nel 1300 nel Lazio a Cave (RM), con il notaio
Nicola Sciarra, nel 1600 nell'aquilano imperversa il brigante Marco Sciarra.
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| SCIARRINO
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Sciarrino è tipicamente siciliano, di Palermo e Carini nel palermitano,
di Riesi nel nisseno e di Marsala nel trapanese, dovrebbe derivare da un
soprannome attribuito al capostipite, originato dal termine dialettale
siciliano sciarrino (litigioso,
attaccabrighe) (vedi anche SCIARRA),
probabilmente per sottolineare un aspetto del suo carattere, reoviamo tracce
di questa cognominizzazione a Sciacca nell'agrigentino fin dal 1500 quando
esistono tracce di matrimoni effettuati da delle Sciarrino con famiglie
nobili locali, a Valledolmo nel palermitano fin dalla seconda metà
del 1700 con Rosario Sciarrino Mèndola, agrimensore, nella seconda
metà del 1800 il Notaio Giovanni Sciarrino opera sempre nel palermitano.
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| SCIARUTO
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Sciaruto è un tipico cognome abruzzese, probabilmente della provincia
de L'Aquila nell'area del parco della Maiella, e di Roccacasale in particolare,
potrebbe derivare direttamente da un'alterazione del nome turco Shâhrukh,
o anche dal suo adattamento slavo Shâruth.
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SCIASCI
SCIASCIA
SCIASCIO |
Sciasci sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Formigine nel modenese, Sciascia
ha un ceppo nel barese tra Bisceglie, Barletta e Minervino Murge, ed uno
siciliano, soprattutto nell'agrigentino, ad Agrigento, Campobello di Licata,
Ravanusa e Cattolica Eraclea, Sciascio è assolutamente rarissimo,
in alcuni casi potrebbero derivare dalla forma ipocoristica dialettale
del nome Rosaria.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo alcune fonti, l'origine di questi cognomi andrebbe ricercata
nel nome medievale Sciascia (variante
fonetica di Scioscia), l'italianizzazione
cioè del personale ebraico Shosha,
che nell'antico ebraico significa giglio,
Shosha, in realtà, nasce dall'apocope del nome Shoshannah,
da noi conosciuto come Susanna; (vedi Susana);
in Sicilia, comunque, è anche possibile che questi cognomi siano
d'origine araba, anche se l'etimologia è comune a quella ebraica
(capita spesso che l'onomastica araba ed ebraica siano molto simili fra
loro). Detto questo, però, va notato che l'ipotesi di una connessione
col nome Rosaria non è del tutto infondata, in quanto lo stesso
termine shoshannah, nell'ebraico moderno,
ha assunto il significato di rosa:
seguendo questa interpretazione, allora, viene da pensare che la tradizione
cristiana abbia accostato fra loro i nomi Rosaria
e Sciascia per un motivo puramente
semantico (riprendendo la traduzione moderna del termine shoshannah).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti (da intendere non solo in senso matronimico
ma anche patronimico, poiché sembra che, un tempo, questi nomi fossero
usati anche al maschile e, in diversi casi, vengono letti come abbreviazioni
del nome Rosario).
|
| SCIAVICCO
|
Sciavicco, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere originario del salernitano,
zona di Vietri sul Mare ed Olevano sul Tusciano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine arcaico sciabecco
(tipico veliero di origini arabe),
a sua volta derivato dall'arabo shabbaak
con il medesimo significato, forse motivato dal fatto di essere stato il
capostipiti imbarcato su un simile tipo di naviglio. |
| SCIBELLI
|
Scibelli è tipico dell'avellinese, di Quindici, Lauro, Taurano,
Monteforte Irpino e Domicella, e di Nola e Napoli nel napoletano, dovrebbe
derivare da un'alterazione dialettale del nome medioevale Sibilla
o Sibelius, o dal suo equivalente francerse
Sibelle, o anche dal nome medioevale
germanico Sibhileh (vedi
SIBILIO). |
| SCIBETTA
|
Scibetta è tipicamente siciliano, del palermitano, del nisseno e
particolarmente dell'agrigentino, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo
Scibeth (punta,
cima), ma è pure possibile che derivi semplicemente dall'aferesi
del toponimo Calascibetta nell'ennese. |
SCIBILIA
SCIBILLA |
Scibilia è molto diffuso in Sicilia, in particolare nel messinese
a Milazzo, Torregrotta, Messina, Spadafora, Pace del Mela, Roccavaldina,
Barcellina Pozzo di Gotto e San Filippo del Mela, a Catania, Palermo e,
nel trapanese, ad Alcamo, Castellammare del Golfo, Trapani ed Erice e nel
ragusano a Ragusa e Vittoria, e nel reggino, a Seminara, Oppido Mamertina
e Palmi, Scibilla è quasi unico, si possono formulare due ipotesi,
la prima è che possano derivare da alterazioni del nome greco, ed
anche latino, Sibylla, la seconda,
e più probabile, è che derivino invece da alterazioni del
nome della città spagnola di Siviglia, probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
| SCIBONA
|
Scibona, decisamente siciliano, anche se di probabile origine araba, di
Palermo, Piazza Armerina e Valguarnera Caropepe nell'ennese, e di Gela
e Niscemi nel nisseno, dovrebbe derivare da nomi di località come
la frazione Scibona di Niscemi. |
SCICHILONE
SCICLI
SCICLONE
SCICOLONE |
Scichilone è specifico dell'agrigentino, di Aragona ed Agrigento,
e del nisseno, di Butera e Caltanissetta, Scicli, molto molto raro, è
sicuramente siciliano, Sciclone, assolutamente rarissimo, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione di Scicolone che è tipico dell'area
che comprende le province di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbero tutti
derivare o direttamente dal toponimo Scicli (RG) o dal suo etnico: scicolone
= cittadino di Scicli. |
| SCIDA
|
Rarissimo è specifico del
crotonese, dovrebbe derivare dal toponimo Scido (RC). |
| SCIFO
|
Scifo è tipicamente siciliano, diffuso principalmente nel ragusano
a Scicli,Vittoria, Modica, Chiaramonte Gulfi, Pozzallo, Comiso e Ragusa,
nel siracusano ad Avola, Noto, Siracusa e Rosolini, e nell'agrigentino
ad Aragona, Agrigento e Raffadali, a Palermo, Catania e San Cataldo nel
nisseno, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco
σκηφός , skifòs
(tazza, coppa, vaso), soprannome originato probabilmente dal mestiere di
vasaio svolto dal capostipite. |
| SCIGLIANO
|
Scigliano è tipico del cosentino, con un piccolo ceppo anche nel
messinese, dovrebbe derivare dal toponimo Scigliano nel cosentino, probabile
luogo d'origine del capostipite. |
| SCIGLITANO
|
Sciglitano tipico del reggino, di Seminara, Molochio e Palmi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Etnico del comune di Scilla (RC), che in dialetto è chiamato
Scìgghiu.
integrazione fornita da Patrick
Pregiato - USA
io sono quasi sicuro che provenga da Sciglio, l'antico nome di Scilla
(RC), anche perchè nel dialetto locale gli abitanti si chiamano
scigghitani e non scillesi o scillani. |
| SCILANGA
|
Scilanga dovrebbe essere originario di Cirò nel crotonese, la sua
origine sembrerebbe germanica e dovrebbe risalire al toponimo Schliengen
del Baden-Württemberg, probabile luogo d'origine del capostipite,
una seconda ipotesi propone una derivazione da un soprannome originato
da un'italianizzazione del termine medioevale germanico schlinga
(cappio). |
| SCILINI
|
Assolutamente rarissimo, esclusivo della Valtellina, deriva da una modificazione
del cognome Schilini, ormai scomparso da tempo, di cui abbiamo tracce fin
dal 1100 nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Lodi nell'anno 1197: "...Manifestavit
Barellus, filius Alberti Schilini,
quod illas libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo accepit
ab Alberto Caxola, fuerunt mutuati ad utilitatem eiusdem Barelli ad sanandum
debitum...".
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
l'origine del cognome è oscura, ma i Scilini sono valtellinesi
da lunga data, visto che il cognome lo si trova a Villa di Tirano (SO)
già nel 1700. In loco si raccontava che i Scilini venissero dal
Bresciano, se questo fosse vero verrebbe da pensare quantomeno a una somiglianza
col cognome Silini, diffuso nella provincia di Brescia.Nel Tiranese, zona
di intensissima emigrazione, senz'altro le famiglie Scilini detengono dei
primati in questo campo. Antonio Simone Scilini lasciò il paese
natale per l'Australia a soli 14 anni verso il 1890, due altri Scilini
sono rispettivamente in Australia e negli USA attorno al 1860 e uno di
loro ha combattuto nella Guerra Civile. Il cognome Scilini potrebbe derivare
da un ipocoristico: (è solo un ipotesi) Maffesciolo / Sciolo/ Sciolini....
integrazioni fornite da Franca
Scilini
Il cognome Scilini proviene da Calvisano (BS) dove erano presenti i
nobili Schilini, poi il cognome si trasformò in Scilini. |
| SCILLA
|
Scilla ha un ceppo nel cosentino, uno nel reggino ed in Sicilia, nel catanese
e nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Scilla nel reggino. |
SCILLAMA
SCILLAMA' |
Sia Scillama che Scillamà sono assolutamente rarissimi, probabilmente
siciliani, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato da
una forma tronca del termine grecanico medioevale scillamita
per abitande della città di Scilla nel reggino, forse perchè
i capostipiti provenivano appunto da quel paese. |
| SCILLIA
|
Scillia è tipico di Enna, di Capizzi nel messinese e di Racalmuto
nell'agrigentino, potrebbe derivare dalla Gens
Silia, anche se è possibile un collegamento di un soprannome
con il termine latino scylla (scoglio).
integrazioni fornite da Roberto
Scillia
L'origine del cognome è greca: lo storico greco Erodoto narra
le imprese di un tuffatore greco di nome Scillia
di Sicione, Scillia era anche uno dei
tanti nomi con cui veniva chiamato nell'antica Grecia il dio Dioniso (il
Bacco dei Latini). |
SCIME
SCIME' |
Scime è tipicamente siciliano dell'agrigentino di Racalmuto, Agrigento
e Alessandria della Rocca, di Gela (CL) e di Palermo Scimè, ugualmente
distribuito, è anch'esso dell'areale siciliano, dovrebbero derivare
da contrazioni dialettali del nome Simone. (vedi
anche SCIMEMI) |
| SCIMEMI
|
Scimemi, decisamente siciliano, è specifico della punta occidentale
dell'isola, di Salemi, Mazara del Vallo e Marsala nel trapanese, dovrebbe
derivare dall'antico nome ebraico Shimeim,
anticamente in uso anche presso gli arabi ed i turchi, dando luogo all'attuale
nome sia turco che arabo Semih. |
| SCIMENES
|
Scimenes ha un ceppo a San Severo e Torremaggiore nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata in un'italianizzazione del
cognome spagnolo Ximenez, che, assieme
alle sue varianti Gimenez e Jimenez, deriva dal patronimico del nome Ximen,
da noi conosciuto come Simone (vedi Simoni e Ximenes). |
SCIMONE
SCIMONELLI
SCIMONELLO
SCIMONI |
Scimone è tipicamente siciliano, soprattutto molto diffuso nel messinese,
Scimonelli è rarissimo, decisamente siciliano, probabilmente del
trapanese, Scimonello ancora più raro è tipico dell'estremità
meridionale della Sicilia, Scimoni è praticamente unico, dovrebbero
derivare o direttamente o tramite ipocoristici da una modificazione di
stampo dialettale del nome Simone. |
SCINA
SCINA' |
Scina è unico, Scinà + specifico di Paternò nel catanese,
dovrebbero derivare dal toponimo calabrese Scinà di Palmi (RC). |
| SCINTU
|
Scintu è tipicamente sardo, di Cabras, San Nicolò d'Arcidano,
Oristano, Solarussa, Ales, Marrubiu e Siamanna nell'oristanese, di Olbia,
di Cagliari e Gergei nel cagliaritano e di Sardara nel Medio Campidano,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale sardo
scintu (sciolto,
liberato dai legami, ma anche scamiciato),
un deverbale del verbo sardo scingiri
(slacciare, togliere dal basto, liberarsi degli
indumenti). |
| SCIO'
|
Sciò è tipico di Roma e del romano, potrebbe derivare da
una forma apocopaica di un soprannome originato dal vocabolo medioevale
sciolus (saputello). |
| SCIOLI
|
Scioli sembrerebbe originario della provincia di Isernia, di Monteroduni,
con ceppi anche ad Isernia, a Guardiagrele e Miglianico nel teatino ed
a Pescara e Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
medioevale sciolus (saputello),
forse a sottolineare una caratteristica comportamentale del capostipite,
secondo alcuni deriverebbe invece dall'agnomen (soprannome) latino Scaevola,
che è a sua volta un diminutivo del termine latino scaevus
(mancino, sinistro), ma è improbabile
una trasformazione di questo tipo, visto che la pronuncia latina di questo
agnomen era ben diversa da quella italiana, tanto che, se oggi volessimo
scrivere il soprannome Scaevola come lo pronunciavano i latini, dovremmo
ricorrere al suono k e scrivere Skaevola. |
| SCIOLLA
|
Sciolla è un tipico cognome piemontese, del cuneese soprattutto,
di origine etimologica oscura, l'unica ipotesi è quella di una derivazione
da un soprannome originato dal termine medioevale sciolus,
sciola (saputello,
saputella). |
SCIORATI
SCIORATO |
Sciori, praticamente unico, dovrebbe essersi originato da un errore di
trascrizione del cognome Sciorio, che è tipicamente campano, del
casertano, di Cancello ed Arnone, di Grazzanise, di Mondragone e di Giugliano
in Campania nel napoletano, e che dovrebbe derivare da una forma aferetica
del nome medioevale latino Luxorius,
Lussorius o Lusciorius,
ricordiamo con questo nome un poeta del sesto secolo che visse a Cartagine,
e San Lussorio, un militare romano, probabilmente di origini cagliaritane,
che venne martirizzato nel 304. |
SCIORI
SCIORIO |
Sciorati è specifico di Castellazzo Bormida nell'alessandrino, Sciorato,
estremamente raro, è specifico dell'imperiese, di Dolcedo in particolare,
dovrebbero essere di origini francesi e derivare dall'italianizzazione
di una forma ipocoristica del termine francese arcaico sor
(fulvo, biondo rossiccio), probabilmente
a sottolineare il colore dei capelli dei capostipit, secondo un'altra ipotesi
sono invece di origine araba e deriverebbero da un'alterazione del vocabolo
arabo surti (poliziotto). |
SCIORTINO
SCIORTO |
Sciortino è tipico della Sicilia occidentale, così come il
quasi unico catanese Sciorto, dovrebbero derivare dal vocabolo arabo shurtih
(sentinella), tracce di queste cognomninizzazioni le troviamo a Castelvetrano
(TP) fin dal 1700 con il notaio Giuseppe Sciortino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sciortino è cognome siciliano anche se registra una cospicua
presenza al Nord. Viene dall'arabo 'surti'
= poliziotto. C'è anche un toponimo
Sciortino, frazione di Tortorici (Messina). |
| SCIOSCIA
|
Molto raro è tipico della zona che comprende avellinese, foggiano,
barese e potentino, dovrebbe derivare da un vezzeggiativo dialettale del
nome Rosario.
integrazione e ipotesi fornite
da un visitatore che preferisce l'anonimato
Il cognome Scioscia è diffusissimo a Pescopagano in Basilicata
ove mi risulta esista il maggior numero di persone con questo cognome.
Il cognome dovrebbe derivare dalla parola ebraica Shosha (che in italiano
si scrive appunto Scioscia) e che significa Rosa.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sciòscia è presente a Matera, Melfi, Pescopagano, Potenza;
deriva dal vocabolo dialettale calabrese sciòscia
(vezzeggiativo) = sorella, o
anche dal vocabolo calabro campano sciòscia
= donna simpatica e amata. Cfr. Gerhard
Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi in Lucania, Longo, Ravenna, 1985 |
SCIOTA
SCIOTI
SCIOTTA
SCIOTTI
SCIOTTO |
Sciota è specifico di Genzano di Lucania nel potentino, Scioti,
meno comune, è specifico di Bari, Sciotta è caratteristico
del foggiano, di Vico del Gargano e Foggia, Sciotti ha un ceppo nel teatino
a Tornareccio e Crecchio, uno nel Lazio, a Velletri e Roma soprattutto
ed a Lariano nel romano e, nel latinense, a Cisterna di Latina, ha inoltre
un ceppo a Foggia ed a Margherita di Savoia nel foggiano, Sciotto ha un
piccolissimo ceppo anel reggino a Rizziconi ed Anoia, ed un ceppo nel messinese
a Milazzo soprattutto, ed a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Pace del
Mela e San Pier Niceto, ed a Catania, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da una forma etnica dialettale riferita all'isola greca di Chios,
situata nel mar Egeo di fronte alla città di Smirne (Izmir) sulla
costa anatolica, dopo i bizantini, fu invasa dai turchi, ridivenne genovese
nel 1261, nel 1322, fino al 1402, fu difesa dai Cavalieri di Rodi e di
Malta, per essere poi nuovamente occupata dai turchi, provocando la fuga
in massa dei cristiani verso lidi più favorevoli come le coste italiane,
ma non escludiamo che possano anche essersi originati in qualche caso da
soprannomi basati sul termine dialettale meridionale arcaico sciota(o)
(libera slegata), o ciota(o)
che potrebbe stare anche ad indicare una persona sciocca o stupida. |
SCIPI
SCIPIO
SCIPIONE
SCIPIONI |
Scipi, assolutamente rarissimo, è di San Benedetto del Tronto nel
Piceno, Scipio è specifico di Valentano nel viterbese, Scipione
è specifico dell'area laziale, soprattutto di Formia nel latinense
e dell'area abruzzese, dell'Aquila, Pescara, Nocciano e Abbateggio nel
pescarese e di Chieti, Scipioni, più diffuso, è presente
in modo significativo nelle Marche, in particolare nel Piceno, in Abruzzo,
in particolare nel teramano e nell'aquilano e nel Lazio, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dalla Gens Scipia
una delle famiglie della Gens Cornelia, o dal nome latino Scipio,
Scipionis di cui abbiamo un illustre esempio in Publio Cornelio
Scipione l'Africano (235 a.C. - 183 a.C.), vittorioso su Annibale nella
battaglia di Zama e definitivo vincitore della seconda guerra punica contro
Cartagine. |
SCIRE
SCIRE'
SCIRI
SCIRIA |
Scire, estremamente raro, è siciliano, dovrebbe essere dovuto ad
un errore di trascrizione di Scirè, che, molto più diffuso,
è tipicamente siciliano, di Bagheria, Palermo, Villabate e Lercara
Friddi nel palermitano, di Catania, Scordia, Palagonia, Militello in Val
di Catania, Mineo e Motta Sant'Anastasia nel catanese, di Castelvetrano,
Marsala e Partanna nel trapanese, e di Pachino, Francofonte e Siracusa
nel siracusano, Sciri, quasi unico, è sempre siciliano, così
come Sciria, ancora più raro, dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine grecanico csyrèas
(barbiere), probabile occupazione dei
capostipiti. |
| SCIREA
|
Scirea è tipico del milanese, di Cernusco Sul Naviglio in particolare
dovrebbe derivare da un nome di località identificabile dalla presenza
di cerri (alberi simili a querce) il
cerro in milanese si chiama scèr,
quindi scereda (cerreto)
che modificato è diventato Scirea.
|
SCISCIOLI
SCISCIOLO |
Sciscioli è specifico di Corato nel barese, Scisciolo, sempre pugliese,
è specifico di Trinitapoli e Foggia nel foggiano, si dovrebbe trattare
di una forma ipocoristica dialettale del nome Francesco,
probabilmente portato dai capostipiti. (vedi anche
SCISCO)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sciscioli è cognome pugliese derivato dalla forma base soprannominale
Scisci che potrebbe derivare, con intento gratulatorio, dal termine dialettale
calabrese e siciliano 'scisciu' = cosa
preziosa, piccolo oggetto ornamentale'. Minervini 447. |
| SCISCO
|
Scisco, molto molto raro, è specifico di Barletta nel barese, dovrebbe
derivare da una forma aferetica dialettale del nome Francesco,
probabilmente portato dal capostipite.
|
| SCIUMBATA
|
Sciumbata è tipico di Caraffa di Catanzaro, Sersale e Marcedusa
nel catanzarese e di Corigliano calabro nel cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë, questo cognome sembra derivare dalla
toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città di
Shumbat (anche nota come Shumbati),
che si colloca nella prefettura di Dibër, nell'Albania nord-orientale.
|
SCIUME
SCIUME' |
Sciume e Sciumè sono due diverse forme dello stesso cognome, sono
tipici siciliani dell'agrigentino, di Favara in particolare, si potrebbe
trattare di una forma dialettale contratta del nome Simone. |
| SCIUSCO
|
Sciusco è tipicamente pugliese, di Cerignola e Foggia nel foggiano
e di Barletta nel barese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Tenendo conto della sua provenienza (più tipicamente pugliese),
il cognome Sciusco sembra nascere da un adattamento del cognome slavo Susko
(con una variante in Susko), che, per
tramite del suffisso -ko, dovrebbe
riflettere un ipocoristico dell'originale Susa,
anche noto nella forma Susa (vedi
Susca). Ora, a proposito dell'etimologia di questi cognomi, non
è chiaro quale sia il significato di Susa
o Susa e, di conseguenza, anche degli
ipocoristici Susko e Susko:
a una prima lettura, infatti, si può pensare a una connessione con
l'aggettivo susa, che, alla lettera,
significa asciutto, secco o, in senso
figurato, magro, esile (vedi
Magri). Se quest'interpretazione non è da scartare, però,
va aggiunta ancora una precisazione riguardo a Susa e varianti: nell'ambito
dell'Est Europa, dei cognomi quali Susa, Susko, etc fanno pensare anche
all'onomastica slava, in particolar modo a dei potenziali nomi di persona
in forma abbreviata - a titolo d'esempio, si pensi a nomi quali Sasa
(abbreviazione di Aleksandar), Misa
(abbreviazione di Mihael), Joza
(abbreviazione di Josip), etc. Seguendo
questo ragionamento, allora, non è impossibile che Susa o Susa fosse
un nome di persona in epoca antica - in origine un'abbreviazione di un
nome di persona - e di qui, allora, potrebbe derivare l'ipocoristico in
Susko o Susko, secondo un principio altamente riscontrabile nell'onomastica
slava (molto prolifica dal punto di vista delle abbreviazioni e delle forme
ipocoristiche).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo Minervini 446 Sciusco è una variante di Scioscia
(cfr.) |
SCIUTERI
SCIUTI
SCIUTO |
Sciuti, quasi unico, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione di Sciutti
(vedi SCIUTTI) o di Sciuto, che è un
cognome tipicamente siciliano, con un ceppo importante nel catanese, ma
presente in misura significativa anche nel ragusano e siracusano, nel messinese,
ennese, palermitano e trapanese, Sciutteri è tipico di Messina, si possono proporre due ipotesi, la prima
è che si tratti di un soprannome attribuito al capostipite, originato
dal termine dialettale sciuto (secco),
mentre secondo altri si potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi
del termine nìesciuto (uscito,
ma anche nato, rampollo).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sciuto è un cognome siciliano dalla voce dialettale 'sciutu'
= uscito. |
SCIUTTI
SCIUTTO |
Sciutti, abbastanza raro, è tipicamente ligure, di Genova in particolare,
Sciutto è molto comune nell'area alessandrino, genovese, ma anche
nell'astigiano, cuneese e savonese, dovrebbero derivare da un soprannome
attribuito ai capostipiti, originato dal termine dialettale ligure sciüto
(asciutto, secco,
estremamente magro), probabilmente a causa della loro eccessiva
magrezza. |
| SCIVARO
|
Ormai quasi scomparso, il cognome Scivaro sembrerebbe originario di Frigento
nell'avellinese dovrebbe essere molto antico e risalire all'epoca medioevale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
medioevale germanico a.a.t. scivaroht
(scheggia, frammento) e per estensione
spaccapietre, probabile occupazione
del capostipite. |
| SCIVETTI
|
Molto raro è specifico di Giovinazzo (BA), dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale. |
| SCIVITTARO
|
Scivittaro è caratteristico del barese, di Bari e di Bitonto, l'origine
etimologica è oscura, si potrebbe ipotizzare una derivazione da
un soprannome basato su di un'alterazione dialettale del termine latino
civitas (città,
cittadinanza), ad indicare forse un'appartenenza del capostipite
all'organizzazione amministrativa cittadina, una seconda ipotesi, più
probabile, propone una derivazione da un soprannome dialettale basato sull'alterazione
del termine medioevale germanico a.a.t. scivaroht
(scheggia, frammento) usato
in epoca medioevale in Puglia, forse ad indicare che il mestiere del capostipite
fosse quello di spaccapietre o dello
scalpellino. |
| SCLAFANI
|
Sclafani, decisamente siciliano, è specifico dell'area che comprende
il palermitano e l'agrigentino, dovrebbe derivare dal toponimo Sclafani
Bagni nel palermitano, probabilmente originato dal termine latino scaphula
(piccola barca), a sua volta derivato
dal vocabolo greco scapha (barca,
imbarcazione). |
| SCLAPARI
|
Sclapari, decisamente calabrese, molto raro, è specifico di Montebello
Jonico nel reggino, di origini etimologiche oscure. |
| SCLAVERANO
|
Sclaverano è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal nome dialettale
del paese di Chiaverano nel torinese, l'aggiunta della S-
iniziale epentetica ha puro motivo eufonico. |
| SCOCCA
|
Scocca è tipico dell'area che comprende il beneventano, con Pietrelcina,
Benevento e Buonalbergo, ed il campobassano con Gambatesa e Campobasso,
l'origine etimologica è dubbia, potrebbe derivare da un nome normanno
di mestiere basato sul termine escohier
(scuoiatore, pellettiere), ma molto
più probabilmente dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine longobardo skokka (ronzino,
cavallo da tiro). |
SCOCCIMARRA
SCOCCIMARRO
SCOCIMARRO
SCUCCIMARRA
SCUCCIMARRI
SCUCCIMARRO |
Scoccimarra, assolutamente rarissimo, potrebbe essere abruzzese, Scoccimarro
è tipicamente pugliese di Trani nel barese in particolare, Scocimarro
è estremamente raro, Scuccimarra ha un ceppo nel foggiano, uno in
Abruzzo ed uno nel Lazio, Scuccimarri, abbastanza raro, ha un ceppo nel
barese a Sannicandro di Bari, Scuccimarro sembrerebbe romano, ma di origine
pugliese, dovrebbe trattarsi di varie forme di un'italianizzazione del
nome arabo Sheikh Ammar, forse arrivato
dall'Albania già come cognome, un'altra ipotesi, più probabile,
dato il territorio dove è distribuito, li fa derivare da soprannomi
composti dal termine marra (zappa),
che starebbero ad indicare dei lavoratori dei campi, probabile mestiere
dei capostipiti, cioè di coloro che scocciavano
(rompevano) il terreno con la zappa. |
| SCODANIBBIO
|
Scodanibbio, molto raro, sembra specifico di Macerata, dovrebbe derivare
da un soprannome scherzoso nato dall'unione dei termini scodare
(togliere la coda o meglio le penne caudali)
e nibbio (un
rapace falconiforme), probabilmente ad indicare un capostipite
molto determinato e puntiglioso. |
SCODELLARI
SCODELLARO
SCOTELLARO
SCUDELLARI
SCUDELLARO
SCUTELLARI
SCUTELLARO |
Scodellari, molto molto raro, parrebbe del veronese, Scodellaro ha un nucleo
friulano tra San Martino al Tagliamento, Zoppola (PN) e Codroipo (UD) con
un ceppo primario anche a Napoli, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Scotellaro che ha un ceppo a Napoli, uno a Casaletto Spartano e Sapri
(SA) ed in Puglia a Candela (FG) e Ortelle (LE), Scudellari ha un ceppo
nel bresciano ed uno nel ravennate, Scudellaro ha un ceppo veneto, in particolare
nel padovano, ed uno nel napoletano, Scutellari è quasi scomparso,
Scutellaro, quasi unico è del napoletano, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Parma nel 1500 con Giacomo Scutellari di
antica e nobile famiglia parmense medico del marchese Sforza Pallavicino,
nel 1700 troviamo a Roma l'incisore Ioannes Scotellarius: "...Aloisius
Persius et Ioannes Scotellarius
officinatores Giunchiani...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Scodellari, molto raro, sembra essere originario del veronese, Scodellaro
è diffuso soprattutto nel pordenonese e nel napoletano, Scotellaro
ha ceppi maggiori nel napoletano, nel salernitano, nel leccese e nel foggiano,
tutti questi cognomi derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine
scodellaio, col significato di fabbricante o venditore di scodelle. Si
tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti. Un'ultima aggiunta: in onore di un grande poeta italiano
dell'XX secolo, va ancora ricordata la figura di Rocco Scotellaro (nato
a Tricarico, Matera, nel 1923 e morto a Portici, Napoli, nel 1953), forse
il primo vero simbolo poetico della società contadina italiana. |
| SCOFANO
|
Scofano è specifico del cosentino, di Fuscaldo, Paola e Rende, potrebbe
derivare da un nome arcaico di località dedicata alla presenza di
un tempio Sacrum Fanum (sacro tempio) contratta poi in Scofano situata
nelle vicinanze di Fuscaldo. |
| SCOGLIO
|
Molto raro, ha un'origine possibile
nella zona dello stretto di Messina e nel Catanese, ma presenta nel sudmilanese
e lodigiano un ceppo che potrebbe anche essere originario, potrebbe derivare
dal toponimo Scoglitti nel ragusano. |
SCOGNAMIGLIO
SCOGNAMILLO |
Scognamiglio è tipico campano in particolare della zona orientale
di Napoli e dei comuni vicini come Portici (dove risulta essere il cognome
più diffuso), San Giorgio a Cremano, Ercolano e Torre del Greco,
Scognamillo, decisamente più raro, è più propriamente
napoletano, ma ha un ceppo anche a Castellabate (SA) ed uno ad Alghero, derivano da soprannomi dialettali originati dal vocabolo scugnà
(trebbiare) e si riferiscono all'attivita
di trebbiatore di cereali. |
SCOLA
SCOLARI
SCOLARIS |
Scola abbastanza raro è
distribuito a macchia di leopardo in Italia, Scolari è specifico
della Lombardia e del veronese, Scolaris, quasi unico, sembrerebbe originario
dell'alto Friuli, questi cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo
tardo latino schola (scuola), forse con riferimento all'appartenenza ad
un gruppo di discepoli di un mastro artigiano. Scolari è presente
come cognome fin dal medioevo. Nel "Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi", Dino Compagni cita una famiglia
Scolari de' Lamberti: "...Del mese d'aprile 1302,
avendo fatti richiedere molti cittadini ghibellini, e guelfi di Parte bianca,
condannò gli Uberti, la famiglia degli Scolari,
de' Lamberti, delli
Abati, Soldanieri, Rinaldeschi, Migliorelli, Tebaldini: e sbandì
e confinò tutta la famiglia de' Cerchi; ...",nella primavera
del 1333 viene menzionato Ciupo degli Scolari come capo di una banda di
Pisani, nel novembre del 1411 l'imperatore Sigismondo inviò in Friuli
12 mila ungheri, capitanati dal fiorentino Pippo Scolari, nel 1450-60 troviamo
un don Pietro Scolari in quakutà di parroco di Calvisano (BS), nel
1480 Traiano Scolari de Parma è Capitano della Martesana, nel 1650-70
troviamo citato in un contratto di affitto di un pascolo il pecoraro Francesco
Scolari di Bianzone (SO). |
| SCOLAVINO
|
Scolavino è tipicamente campano, del napoletano e di Napoli in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite per le sue
intemperanze nel bere. |
| SCOLLO
|
Originario del sud della Sicilia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome che deriva dal dialetto siciliano 'scoddu',
calabrese 'scollu' = apertura
da collo della camicia, scollo. Fonte: G. Rohlfs, Diz. storico
dei cogn. nella Sicilia orientale, 1984. |
| SCOLZ
|
Assolutamente rarissimo, specifico della zona di che
da Udine arriva a Latisana in Friuli, dovrebbe derivare dal cognome della
Slesia Scholzen o Scholtzen. |
SCOMPARIN
SCOMPARINI |
Scomparin, decisamente veneto, è specifico del trevisano, di Silea,
Roncade, Treviso, Mogliano Veneto, Casale sul Sile, Preganziol, Carbonera,
Villorba e Paese, e del veneziano, di San Donà di Piave, Eraclea,
Venezia, Musile di Piave e Iesolo, Scomparini, praticamente unico, è
dovuto ad un'errata registrazione anagrafica del precedente, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale riferito probabilmente ad una corporatura molto
gracile dei capostipiti. |
| SCONDA
|
Sconda, molto raro, è specifico di Cessaniti nel vibonese in Calabria,
dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Skonda,
una forma contratta derivata a sua volta dal vocabolo a.a.t. skoonida
(bellezza), Skonda è anche un
cognome austroungarico. |
| SCONFIETTI
|
Sconfietti, molto raro, è specifico della zona che abbraccia le
aree di confine del pavese, lodigiano e milanese, dovrebbe derivare da
un soprannome basato sul verbo dialettale lombardo sconfià
(soffiare, soffiarsi), forse perchè
i capostipiti di mestiere lavorassero ai mastici di una fonderia o presso
un fabbro. |
SCONZA
SCONZO |
Sconza ha un ceppo campano a Pontecagnano Faiano nel salernitano, ed uno
calabrese nel cosentino, ad Amantea, Cassano allo Ionio e Rende, Sconzo
è tipicamente siciliano, di Palermo e Valledolmo nel palermitano,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine sconz*
(guasto, andato a male). |
SCOPA
SCOPPA
SCOPPI
SCOPPIO |
Scopa ha un piccolo ceppo nell'urbinate in particolare ad Urbino, ed uno
a Vasto nel teatino, Scoppa ha un ceppo tra maceratese, ascolano e teramano
ed uno nel napoletano, Scoppi, quasi unico, sembrerebbe marchigiano, Scoppio,
molto raro, è specifico del barese, potrebbero derivare dal nome
greco Scopius (Scopius padre di Alcidocus
è uno dei discendenti di Ercole); è pure possibile che in
qualche caso derivino da un nome di località, come il monte bulgaro
Scopius, della cognominizzazione di
questo nome si hanno tracce ad esempio nel 1600 con lo scrittore Gaspare
Scopius. |
| SCOPECE
|
Scopece è specifico di Foggia, dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico basato sul verbo greco antico σκοπέω
skopeo (osservare, guardare),
soprannome probabilmente riferito alla posizione di sentinella o guardiano
di un posto di osservazione contro gli attacchi saraceni, forse il mestiere del capostipite. |
| SCOPELLITI
|
Scopelliti ha un ceppo tra reggino e messinese ed uno nell'agrigentino,
può derivare da una forma neogreca in ita
dell'etnico del toponimo Scopello (TP), ma è più probabile che derivi invece da un soprannome originato
dal vocabolo greco skopelos (scoglio
corallino), forse perchè la famiglia abitava in prossimità
di una scogliera (vedi anche SCHIPELLITI). |
SCOPIGNI
SCOPIGNO |
Scopigni è quasi unico, Scopigno è tipicamente laziale, di
Rieti e Città Ducale nel reatino e di Roma, dovrebbero derivare
dal nome medioevale di origini germaniche Scopenius. |
SCORCU
SCROCCU |
Entrambi decisamente sardi e molto rari, Scorcu è tipico di Tortolì
nell'Ogliastra, mentre Scroccu è più specifico di Muravera
nel Cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SCORCU e SCROCCU: hanno la stessa radice: s-croc-
probabilmente dal norvegese krokr o anche dal tardo latino croccus,
o ancora dall'italiano s-crocco. Appare
come radice anche senza la "s", "croc" o "crocr". In entrambi i casi si
tratta di una voce onomatopeica. Mi viene in aiuto la mia infanzia trascorsa
tra la scuola e la falegnameria di mio padre: "Pinucciu, bai a su de tziu
Peppinu Froris a mi comporai un' scroccu po custa credentzèdda"!
"Pinuccio - così mi chiamava mio padre - vai dal signor Peppino
Floris (negozio di ferramenta) a comprarmi uno scrocco per questo armadietto"!
Uno scroc©o = una piccola serratura a scatto. I cognomi Scorcu e Scroccu
non hanno niente a che vedere con scrocco, scroccare, scroccone, nel senso
prendere soldi o altro, "a buon mercato". Sia in campidanese che in logudorese
abbiamo inoltre croccu, nello stesso significato di scroccu. Attualmente
SCORCU è presente soli 5 Comuni italiani, di cui 1 in Piemonte:
Fossano (Cuneo) con 3 e 4 in Sardegna: Tortolì 25, Lotzorai 3, Cagliari
3, Thiesi 3. SCROCCU è presente in 7 Comuni d'Italia, di cui 1 in
Piemonte, 1 in Veneto e 5 in Sardegna: Muravera 28, Cagliari 8, San Vito
5, Selargius 3, Perdasdefogu 3. Non l'abbiamo ritrovato nei documenti antichi
in nostro possesso. |
SCORDIA
SCORDIO
SCORDO |
Scordia e Scordio, rarissimi, della zona che comprende Calabria e Sicilia
e Scordo tipico del reggino e della Sicilia orientale, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo greco skordo
(aglio) o anche da italianizzazioni del cognome greco Skordas con
la stessa derivazione. Traccia di queste cognominizzazioni le troviamo
a Bovalino (RC) con un certo Antonio Scordo cui viene affidata per l'anno
1697 la Catapania di Bovalino (la Catapania era
il diritto di poter perseguire tutti i reati commessi in materia di frode
fiscale). |
| SCORLETTI
|
Molto raro è tipico della Lombardia sudoccidentale, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale. |
SCORNAIENCHI
SCORNAIENGHI
SCORNAJENCHI
SCORNAJENGHI |
Sia Scornaienchi, molto molto raro, come Scornaienghi, che Scornajenchi,
quasi unico, come Scornajenghi, sono specifici di Cosenza ed area circostante,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale derivato dal mestiere di
macellaio o ammazza bestie, scorna
(intuitivo) ienchi (bestie, derivato
da iovencus = bovino). |
SCORNAVACCA
SCORNAVACCHE
SCORNAVACCHI |
Scornavacca ha un ceppo siciliano, soprattutto a Catania ed uno nel cosentino,
Scornavacche, decisamente siciliano, ha un ceppo principale a Centuripe,
Nicosia e Regalbuto nell'ennese ed a Ramacca nel catanese, Scornavacchi,
rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei
precedenti, dovrebbero tutti derivare da soprannomi attribuiti a dei macellai,
probabile mestiere dei capostipiti. |
| SCORPIO
|
Assolutamente rarissimo, sembra specifico della zona di Pietravairano (CE),
potrebbe derivare dall'appartenenza del capostipite alla Guardia Pretoriana del cui corpo
lo Scorpione era l'emblema.
integrazione e ipotesi fornite
da Gerardo de Scorpio
da informazioni contenute in una pergamena risulta che nel 1250 nel
milanese esisteva una famiglia Scorpio dalla quale discendono gli attuali
Scorpio di Pietravairano (CE), i quali agli inizi del 900 hanno acquistato
il de' o dei o degli come patronimico. |
| SCORPO
|
Molto molto raro sembra specifico del siracusano e dell alto catanese,
zona di Siracusa, Solarino e Floridia, Maniache e Bronte, dovrebbe derivare
dal conomen latino Scorpus di cui abbiamo un famosissimo esempio in un
epigramma di Marco Valerio Marziale (40d.C.-104): "...Iam
parce lasso, Roma, gratulatori, lasso clienti. Quamdiu salutator anteambulones
et togatulos inter centum merebor plumbeos die toto, cum Scorpus
una quindecim graves hora ferventis auri victor
auferat saccos? Non ego meorum praemium libellorum -Quid enim merentur?-
Apulos velim campos; non Hibla, non me spicifer capit Nilus, nec quae palude
delicata Pomptinas ex arce clivi spectat uva Setini. Quid concupiscam quaeris
ergo? Dormire. " cognomen che troviamo anche citato in una lapide
di epoca augustea: "Aug(usti)
lib(erto) tabul(ario)
/ Symphorus et / Scorpus
liberti / et heredes patron(o)
/ bene merenti / fecer(unt)", ma è
pure ipotizzabile un'origine da nomi di località, come esiste ad
esempio uno Scorpo di Supersano (LE) potrebbe essere esistita una località
con lo stesso nome nella Sicilia sudorientale. |
| SCORRANO
|
Scorrano ha un ceppo nel pescarese, in particolare a Pescara e Pianella,
che dovrebbe derivare dal nome del paese di Scorrano nel teramano, ed uno
nel Salento, soprattutto nel leccese a Casarano, Taurisano, Sannicola,
Gallipoli, Lecce, Ugento, Parabita ed Alezio ed a Manduria nel tarantino,
che dovrebbe derivare dal nome del paese di Scorrano nel leccese. |
SCORSESE
SCORZESE |
Scorzese è praticamente unico, Scorsese sembrerebbe ormai scomparso
in Italia, potrebbero derivare dal toponimo ragusano Scorsone, o anche
dal nome della località Scorza nell'avellinese. |
SCORZA
SCORZO |
Scorza sembrerebbe tipico del cosentino, con un possibile ceppo forse secondario
in Liguria, Scorzo, estremamente raro è specifico dell'alto cosentino,
dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo scorza (corteccia)
o scorzare (scorticare), ma è pure possibile che derivino da nomi
di località come il monte che troviamo citato in un testo del 1100,
dove si legge: "...et dicit patrem suum incisisse
tunc in bucca de riz Scorzo (monte Scorzo)
ligna duobus hominibus ...", o l'agglomerato di Scorzo nel Cilento. |
SCORZELLI
SCORZIELLO |
Scorzelli è specifico del Cilento, di Albanella, Roccadaspide, Capaccio,
Altavilla Silentina e Salerno, Scorziello, tipicamente campano, sembrerebbe
specifico delle medesime località del salernitano, di Roccadaspide
soprattutto, di Albanella, Battipaglia, Capaccio e di Altavilla Silentina,
dovrebbe trattarsi di forme etniche originate dal toponimo di Scorzo nel
Cilento, una frazione di Sicignano degli Alburni; ricordiamo inoltre che
lo scorzo era, nello Stato Pontificio,
un'antica unità di misura agraria pari a poco più di un decimo
di ettaro, ed anche una misura di capacità per cereali pari a circa
tredici litri e mezzo. |
| SCOSTA
|
Scosta è specifico di Narni nel ternano, dovrebbe derivare da nomi
di località come ad esempio Macchia Scosta nel romano, o da un altro
luogo simile, dove il termine scosta
stia per nascosta. |
SCOTON
SCOTTON |
Scoton, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
di Scotton, che è decisamente veneto, molto diffuso in tutta l'area
vicentina, ma anche nel trevisano, nel padovano e nel veneziano, dovrebbe
derivare dall'aferesi di modificazioni del nome Francesco, da Francesco
a Francescotto, poi per aferesi a Scotto quindi la forma accrescitiva dialettale
Scotton.
integrazioni fornite da Tibère
Gheno - France
Scotton e Scoton : cognome del nord Italia : Veneto e Lombardia. In
Veneto troviamo gli Scotton nel vicentino al nord-est e nel trevigiano
al nord-ovest e al sud-est come a Venezia. C'è un ceppo prolifico
nel Canale di Brenta ma non è ad escludere la presenza di altri
ceppi. Le presenze riscontrabili in Lombardia e nelle altre regioni d'Italia
sembrano essere il risultato dell'emigrazione nella prima metà del
1900. In Francia nel periodo dal 1891 al 1990 sono nati 223 Scotton
e 59 di questi hanno preso la nazionalità francese. Le grafie Scoton,
Scotoni, Scottoni sono per la maggior parte il risultato di errori degli
Ufficiali di Stato Civile o un italianizzazione del cognome. Origine
: Le prime tracce riportano di un Pietro Scoto fu Gualtiero che troviamo
come testimonio negli atti del 22.06.1400 e del 17.07.1400. Pietro nasce
circa nel 1345 e muore prima del 1418, suo padre Gualtiero era nato circa
nel 1310 ed era gia morto nel 1400. Pietro ha un fratello Domenico conosciuto
come Domenico Gualtieri è testimonio nell'atto del 22.06.1400. Queste
persone vivevano a Gualiva, ora contrada di Campolongo sul Brenta ma allora
parrocchia di Oliero. Alla terza generazione è citato in un atto
del 23.01.1418 Simeone fu Pietro Scoti, Simeone nasce circa verso il 1370
o 1380 e muore prima del 1432. Da Simeone nascono cinque figli, Domenico,
Nicolo, Stefano, Lazaro e Martino, I quattro ultimi si spostano a San Nazario
come testimonia una serie d'atti fra il 09.02.1443 e il 15.05.1454. In
questi atti loro sono chiamati Scoto, Scoti, Scoton o Schoto. L'insediamento
di questa famiglia a San Nazario avviene in contrada Sarzè poi,
nelle generazione successive, si diffondono nelle contrade Merlo, Casteletti,
Pianaro, e Lanari. Fuori di San Nazario gli Scotton si diramano a Solagna,
Valstagna, e nell'aera bassanese ma anche nel vicino trevigiano.
Etimologia : quella di un diminutivo di Francesco, nome utilizzato
nella famiglia Scotton per la prima volta circa nel 1650. E un origine
etnica scozzese : Nella rivista francese "l'Intermédiaire des Chercheurs
et Curieux", anno 1974, n° 278, colonna 438 sotto il soggetto
"Ilots ethniques" (Isolati etnici) l'autore spiega che, secondo una rivista
inglese (senza altri riferimenti !) e non viene indicata nessuna data,
c'erano in Italia, al nord del Lago di Como, scozzesi che vi si sarebbero
installati dopo essere rimasti bloccati dalla neve sulla via del ritorno
verso casa; l'autore aggiunge che qualche cognome scozzese è ancora
presente : Scott, Gordon e Murray. Un'altra ipotesi porta a considerare
la possibilità di una derivazione dall'etnico germanico (todesco
> todescoto > scotto > scotton), il nome del capostipite, Gualtiero, è
di origine germanica. Il Canale di Brenta vede scendere dai Sette Comuni,
dal Trentino e dalla Germania molte famiglie che s'insediarono in quest'area
del vicentino già nel 1500. La sponda destra del Brenta : Campese,
Campolongo sul Brenta, Valstagna, videro più particolarmente insediarsi,
nel 1300 e 1400, famiglie di Lusiana, Foza, e Gallio dove la popolazione
era quasi esclusivamente di origine cimbrica provenienti da diverse parte
della Germania del sud.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e
Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale
di Brenta, etc.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Oltre alla ipotesi probabile 'diminutivo di Francesco',
e quella, a mio parere meno verosimile, 'proveniente dalla Scozia', è
forse opportuno aggiungere quella di D. Olivieri (Cognomi della Venezia
Euganea, p. 208) secondo il quale per Scotton si potrebbe considerare valido
il termine scotón che in Friuli
significa chi fa la polenta e nei Sette
Comuni (Asiago, VI) chi fa le ricotte
dal lat. excocta. |
SCOTTI
SCOTTO |
Scotti è specifico lombardo,
con un possibile ceppo secondario nel napoletano, Scotto di origine ligure,
presenta ceppi secondari nel grossetano e nel napoletano, non è
da escludersi in qualche caso un origine irlandese, gli Scoti erano una
tribù celtica che in principio risiedeva in Irlanda e che, in un
secondo tempo, invase la parte settentrionale dell'isola britannica (attuale
Scozia). Gli Scotti, nobile famiglia piacentina sono citati fin dal
XII° secolo. Un'altra più comune possibilità è
la derivazione di questi cognomi dall'aferesi di nomi medioevali quali
Brasco, Brunellesco, Fiesco, Fosco, oppure da indicatori etnici come tedesco. |
| SCOVERO
|
Scovero, molto molto raro, ha un piccolo ceppo piemontese, in particolare
a Montafia nell'astigiano, ed uno ancora più piccolo a Genova, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del soprannome e nome medioevale Scoperius
di cui abbiamo un esempio con un certo Albertinus Scoperius, registrato
neò 1233 a Cairo Montenotte nel savonese.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Scovero deriva dal nome, piemontese, di una professione scomparsa,
"scué", ossia: "fabbricante
di scope e di ramazze" |
SCOZZAFAVA
SCOZZAFAVE |
Scozzafava è tipico di Catanzaro, Scozzafave è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Scozzafava ha un nucleo principale nel catanzarese e ceppi secondari
per lo più fra il nord e il centro nord del paese, Scozzafave, unico,
è presente soltanto a Castrolibero (CS), entrambi questi cognomi
derivano dall'antico italiano scozzafava,
col significato letterale di sgusciafava,
ad indicare molto probabilmente il mestiere di colui che si occupava di
togliere le fave dal baccello, una volta che queste venivano raccolte:
l'origine della radice scozza-, infatti,
va ricercata nel verbo scozzare (letteralmente:
privare della coccia, altrimenti detta
scorza, guscio), una variante arcaica, cioè, del verbo sgusciare.
In conclusione, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere
attribuiti ai capostipiti. |
SCOZZESE
SCOZZESI |
Scozzese, molto molto raro, è presente soprattutto al sud, Scozzesi,
altrettanto raro è dell'area lombardo emiliana, dovrebbero derivare
dall'etnico di Scozia, ad indicare probabilmente la provenienza del capostipite
da quella nazione. |
| SCRASCIA
|
Scrascia è specifico del leccese e del brindisino, in particolare
di Galatone nel leccese e di Latiano nel brindisino, potrebbe derivare
da soprannomi originati dal termine albanese shkarje
(frana), forse ad indicare che nei
pressi del luogo di provenienza del capostipite vi fosse una zona franosa,
ma molto più probabilmente deriva da un'apocope del nome albanese
Krashnik, con l'aggiunta di una S-
epentetica. |
SCRIBONI
SCROBOGNA |
Scriboni ha un ceppo nel Piceno, uno nel viterbese ed uno nel romano ed
a Roma, Scrobogna ha un ceppo fiumano ora presente a Trieste e presenze
sparse in giro per l'Italia, dovrebbero derivare direttamente o tramite
un'alterazione dialettale dal nome della Gens
plebea Scribonia. |
| SCRIMENTI
|
Scrimenti è specifico di Palermo, di origine etimologica oscura. |
| SCRIMIERI
|
Scrimieri ha un ceppo pugliese a Galatina, Cutrofiano e Lecce nel leccese
ed a Taranto, dovrebbe derivare dal termine medioevale scrimiere
(schermidore), leggiamo in un volume
sull'arte militare del 1603 a Napoli: "...Essercitio
militare, il quale dispone l'huomo à vera cognitione del scrimire
di spada, e dell'ordinare l'essercito à battaglia...". |
SCRITTORE
SCRITTORI |
Cognomi assolutamente rarissimi, sembrano tipici del nordest, con presenze
anche nel centrosud, dovrebbero derivare dal mestiere di scrivano del capostipite. |
SCRIVANI
SCRIVANO |
Scrivani ha un ceppo lombardo a Milano e nel sud milanese, un ceppo a Piacenza
e nel piacentino, ed uno a Pineto e Giulianova nel teramano, Scrivano ha
un ceppo nel cosentino a Spezzano della Sila, Casole Bruzio, Cosenza e
Celico, ed in Sicilia ha ceppi a Palermo e Balestrate nel palermitano,
a Gela nel nisseno ed a Randazzo nel catanese, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere di scrivano svolto dai capostipiti. |
SCROCCARELLI
SCROCCARELLO |
Scroccarelli sembrerebbe unico e dovrebbe essere del pescarese, Scroccarello
è tipico del teatino, molto raro, è presente a Chieti, Casalincontrada,
Bucchianico e Francavilla al Mare, do vrebbe derivare da un soprannome
originato probabilmente dall'abitudine del capostipite di fruire di beni
o di servizi ad ufo (a sbafo). |
SCROFANA
SCROFANI
SCROFANO |
Scrofana, quasi unico è siciliano, Scrofani, molto diffuso, è
tipicamente siciliano, di Ragusa in particolare e di Lentini, Palazzolo
Acreide e Siracusa nel siracusano, di Catania e Mazzarrone nel catanese,
Vittoria, Comiso, Acate e Scicli nel ragusano e di Palma di Montechiaro
nell'agrigentino, Scrofano, molto più raro, è specifico del
siracusano, di Portopalo di Capo Passero e di Pachino, dovrebbero derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale siciliano scròfanu
(scorfano), forse a sottolineare la
bruttezza dei capostipiti o magari la loro bontà. |
| SCRUGLI |
Scrugli ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Nuoro ed uno altrettanto
piccolo nel valentiano ed a San Ferdinando nel reggino, potrebbe derivare
da nomi di località come la frazione di Scruglio a Ripacandida in
Lucania, o più probabilmente Punta Scrugli a Vibo Valentia, o semplicemente
da luoghi dove fossero accaduti degli scrugli
(termine dialettale arcaico per crollo o piccola
scossa di terremoto), probabili luoghi d'origine dei capostipiti, troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Tropea fin dal 1500, un certo Francesco Scrugli è notaio a Tropea
dal 1549 al 1602, tra i personaggi di rilievo citiamo Napoleone Scrugli
(1803-1883), nativo di Tropea che ricoprì l'incarico di senatore
del Regno d'Italia. |
| SCUBLA
|
Scubla è tipicamente friulano, dell'udinese, di Attimis, Udine,
Povoletto e Nimis. dovrebbe derivare dal nome medioevale burgundo (i burgundi
erano una tribù germanica orientale proveniente dalla Scandinavia)
Skubila, o anche dall'ipocoristico
del vocabolo medioevale germanico skub
(spinta), potrebbe inoltre derivare
dal nome del popolo degli Scubilingi nella Francia centrale. |
| SCUCCHIA |
Molto raro sembra specifico del rietino, zona tra i comuni di Collevecchio
(RI) e Magliano Sabina (RI). |
| SCUDELER |
Scudeler è specifico del trevigiano, di Castelfranco Veneto, Casale
sul Sile e Casier, e di San Michele al Tagliamento nel veneziano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale per scodellaio
o produttore di scodelle. |
SCUDERA
SCUDERI
SCUDERO
SCUDIERI
SCUDIERO |
Scudera, assolutamente rarissimo, è specifico della provincia di
Caltanissetta, Scuderi è tipicamente siciliano, Scudero, quasi unico
è del atanese, Scudieri è napoletano, Scudiero ha un ceppo
nel napoletano, uno nel cosentino ed uno nel padovano, derivano tutti dal mestiere di scudiero, assistente addetto
a portare lo scudo. Tracce di quest'uso si rinvengono nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, in una Carta
pacti et transactionis del 1182: "...Gufredus
magister de Landriano et Iohannes de Magistro et Iohannes
Scuderus et Martinus Balbus et Iohannes de
Saltu et Sarexinus et alii quam plures....". |
| SCULCO
|
Sculco è specifico del crotonese, di Crotone, Strongoli, Cirò
Marina e Santa Severina, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine greco antico σκύλακος scùlakos
(cagnolino), la località italiana d'origine
del cognome è Papanice, paese fondato da Aramet Sculco con la sua
famiglia, che unitamente ad altre sette famiglie e ad un prete, provenienti
da Negroponte, antico nome veneziano dell'isola greca di Εϋβοια (Eubea
in italiano), per sfuggire alle continue incursioni saracene, nel 1409
trovò riparo sulle coste calabresi, dando avvio alla nascita del
paese che prese poi il nome di Papanice (che significa la vittoria del
prete). Astamet Sculco nel 1418 ottenne privilegi gentilizi dalla Regina
Giovanna IIa, quattro anni dopo suo figlio Polidoro ricevette dalla stessa
Regina il Cingolo dello Speron d'Oro, successivamente Carlo V° concesse
alla famiglia di essere iscritta tra i Nobili di Crotone e Filippo II°
nel 1660 insignì l'erede di questa famiglia Giovanni Andrea Sculco
del titolo di Duca di Santa Severina.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sculco è cognome calabrese che viene dall'antico italiano 'scolca'
= posto di guardia, dal germanico 'skulka'
= spia. Rohlfs 243. |
| SCUNDI
|
Scundi sembrerebbe calabrese, ha un piccolo ceppo nel reggino a Bianco,
dovrebbe derivare dal nome del torrente Scundo situato nei pressi di Pianopoli
nel catanzarese, probabile area di provenienza del capostipite. |
| SCUOR
|
Scuor, estremamente raro, è dell'udinese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del termine slavo sirek
(granturco) da cui è derivato
ad esempio anche il cognome Koruza (vedi KORUZA) |
SCUOTTI
SCUOTTO |
Scuotti, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Scuotto, che è specifico del napoletano, di Napoli e Caivano
soprattutto, con ceppi anche a Casalnuovo di Napoli, San Giorgio a Cremano,
Marano di Napoli, Arzano, Casavatore, Torre del Greco, Meta e Casoria,
che dovrebbe derivare da una forma etnica dialettale del termine arcaico
scoto, riferibile a capostipiti provenienti
dalla Scozia o dall'Irlanda. |
SCURATI
SCURATTI |
Scurati è originario del nord milanese, Scuratti è tipicamente
milanese, probabile una derivazione da soprannomi legati o al vocabolo
obscurus (scuro,
nascosto), facendo riferimento o a caratteristiche fisico, comportamentali,
o di località o più facilmente legati al vocabolo dialettale
scüratt, schiratt (scoiattolo),
forse ad indicare caratteristiche di velocità ed agilità
del capostipite. |
| SCURCI
|
Molto raro è tipico abruzzese, della zona tra Chieti ed alto pescarese,
deriva da un soprannome dialettale originato dalla bassa statura del capostipite. |
SCURI
SCURO |
Scuri si distribuisce nell'area che dalla bergamasca, attraverso il milanese,
arriva fino al pavese, Scuro è tipicamente pugliese, di Manfredonia
nel foggiano, di Barletta nel barese, di Massafra nel tarantino e di Carpignano
Salentino nel leccese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo
obscurus (scuro,
nascosto), facendo riferimento a caratteristiche fisico comportamentali
dei capostipiti, o della loro località di provenienza. |
SCURIA
SCURRIA |
Scuria, praticamente unico, è una forma alterata del cognome Scurria,
che è tipicamente siciliano, di Palermo e di Castell'Umberto, Sant'Agata
di Militello e San Salvatore di Fitalia nel messinese, potrebbe derivare
dal nome dell'isola di Skurios nell'Egeo, o anche da un soprannome grecanico
basato sul termine greco antico skuros
(lastrico, pavimentazione stradale). |
| SCUROSU
|
Scurosu è quasi unico, dovrebbe essere di origini sarde e derivare
da un soprannome originato dal termine sardo scuriosu
o scurosu (tenebroso,
oscuro), forse ad identificare un carattere molto riservato del
capostipite, con atteggiamenti forse scontrosi. |
| SCUTARI
|
Scutari ha un ceppo nel veneziano, a Venezia e Chioggia, ed un ceppo nel
basso potentino a San Costantino Albanese e Francavilla in Sinni, potrebbe
derivare dal nome della città di Scutari in Albania. |
| SCUTARO
|
Scutaro è tipico del salernitano, di Sala Consilina, potrebbe derivare
dal fatto che il capostipite fosse un artgiano specializzato nella produzione
di scudi, o che facesse lo scudiero, ma è anche possibile che possa
derivare da un'alterazione del nome della città di Scutari in Albania. |
SCUTERI
SCUTIERI
SCUTIERO
SQUITIERI
SQUITIERO |
Scuteri è abbastanza raro ed è tipico della Calabria meridionale,
Scutieri assolutamente rarissimo è specifico del catanzarese, Scutiero
è specifico di Angri (SA), Squitieri è tipicamente campano,
di Sarno nel salernitano in particolare, ma con presenze significative
anche a San Valentino Torio e Salerno, sempre nel salernitano ed a Palma
Campania nel napoletano, Squitiero, quasi unico è una variante del
precedente, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il capostipite di mestiere
facesse lo scudiero. |
| SCUTIFERO
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Scutifero sembrerebbe tipico del crotonese, di Casabona in particolare,
dovrebbe derivare dal termine latino scutiferus,
cioè dall'incarico di portatore di scudo attribuito al capostipite,
leggiamo nell'Eneide: "..
Commoditas haec experimentis statim probata, effecit, ut qui a scutis pridem
hoplitae dicti fuerant, tum a pelitis Peltati nuncuparentur. Quod scutum
Cetractiam dicebatur, eiusque scutiferus
Cetratus...". |
| SCUTO |
Tipico siciliano del catanese, deriva da un soprannome legato al vocabolo
latino scutum (scudo), normalmente stante ad indicare non tanto uno scudiero,
quanto qualcuno connesso con il mestiere di armigero o di costruttore di
scudi. |
| SCUTRA |
Scutra è specifico di Brescia e del bresciano, abbastanza raro,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo latino scutra
(pentola, caldaia), probabilmente attribuito
al capostipite perchè di mestiere produceva o stagnava pentole o
caldaie. |
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